storia della repubblica di venezia

Appena conclusa la guerra giunse inaspettata la peste che falciò la maggior parte della popolazione cittadina. Il doge, per compensare la progressiva perdita di potere della classe popolare nei confronti dei Patrizi istituì la carica onorifica riservata esclusivamente ai Cittadini del Cancellier Grando, supremo capo dell'amministrazione statale. Nuovo doge fu Bartolomeo Gradenigo, il quale, già vecchio, morì il 28 dicembre 1342, mentre a Creta nuove rivolte scuotevano il dominio veneziano. Venezia è una città che nasce sui resti di un sistema di insediamenti periferico della X Regio romana detta Venetia et Histria, che in seguito alle invasioni barbariche, già dal VI secolo, iniziarono a popolarsi di latini qui immigrati, al sicuro dagli assalti germanici, grazie alla protezione dell'Impero bizantino, dall'età di Giustiniano presente sul territorio in diverse forme amministrative. Sempre nel 1405 Venezia è impegnata anche nei Balcani dove scoppia la guerra in Croazia con il Principato di Zeta (Prima Guerra di Scutari). Dip.Culture e Civiltà,Università degli Studi di Verona . Dopo lo scampato pericolo nelle vicende di Cambrai, d'altra parte, la Repubblica, che assisteva a un progressivo prosciugarsi dei proventi commerciali, fonte della propria ricchezza e potenza, preferì assumere una politica di pace ed equilibrio con le diverse potenze che le permettesse di preservare la prosperità dei propri possedimenti terrestri e dei residui possessi marittimi, che costituivano la fonte di sostentamento statale tramite gli introiti fiscali. Quando nel mese di agosto giunse a Venezia la notizia della morte del Dandolo venne eletto al ducato il figlio del doge Sebastiano Ziani, Pietro, mentre a Costantinopoli i coloni veneziani e i membri della crociata eleggevano Marino Zen. Quando nel 1098 i crociati conquistarono Antiochia, creando il primo nucleo degli stati crociati, il doge comprese finalmente l'importanza e la portata economica di questa guerra d'occupazione e il rischio connesso a lasciare i conseguenti vantaggi commerciali alle altre repubbliche. Il suo ducato fu tuttavia breve, più attirato dalle necessità religiose che dalle incombenze mondane, costantemente minacciato dalle trame del patriarca Vitale, il doge rimase folgorato dall'incontro con l'abate di San Michele di Cuxa, giunto a Venezia per adorare le spoglie di San Marco. La richiesta di aiuto da parte dell'imperatore suggellava il riconoscimento della crescente potenza veneziana, manifestata esteriormente dall'avvio dei lavori di ricostruzione della basilica di San Marco, inaugurati nel 1050. Lorenzo Tiepolo morì il 15 agosto 1275. Appena eletto, il nuovo doge, Pietro I Orseolo, dovette sostenere i propri diritti presso l'imperatore tedesco Ottone II, sobillato contro di lui dal patriarca Vitale Candiano e dalla principessa Valdrada, scampata all'eccidio del padre e rifugiatasi presso l'imperatrice madre di Germania, Adelaide. Se il XVII secolo vide Venezia ancora validamente impegnata nelle guerre di difesa dei propri confini marittimi e ancora in grado non solo di fronteggiare i Turchi nella difesa della propria ultima grande colonia, Candia, ma persino di passare al contrattacco con la conquista della Morea, il secolo XVIII vide la Serenissima ridursi a potenza regionale italiana, sempre più arroccata su posizioni di neutralità e difesa dell'esistente che non la garantiranno, però, dall'invasione napoleonica. Dall'Ungheria re Stefano, sobillato dagli Orseoli e proclamandosi difensore dei loro diritti, prese a minacciare la Dalmazia veneziana, mentre il cognato di Ottone, divenuto imperatore d'Oriente come Romano III, prese a premere su Venezia per favorirne il ritorno. Il 23 ottobre, quindi, tre consiglieri dei Dieci ordinarono al vecchio doge, ormai ottuagenario, di deporre le insegne ducali e abdicare, ponendo fine al più lungo tra tutti i dogadi veneziani. Frattanto la difficile situazione militare di Venezia vide Brescia sempre più duramente stretta d'assedio, tanto da spingere la Repubblica a progettare nel 1439 una impresa colossale (Galeas per montes), per trasportare via terra dall'Adige, all'altezza di Rovereto, fino al lago di Garda, presso Torbole, di una flotta composta da 2 galee (40 m di lunghezza per 250 tonnellate di peso l'una) e 25 altri navigli minori, per correre in soccorso la città assediata. [28][29], Quando il doge, in virtù delle proprie antichissime prerogative episcopali pretese di nominare il nuovo vescovo di Vicenza, i principali Stati europei trovarono il casus belli per attaccare la Repubblica, accusata di prevaricare il diritto pontificio sui Vescovi. Nel 1095, mentre a Venezia diveniva doge Vitale I Michiel, in Francia, al concilio di Clermont, papa Urbano II, accogliendo le richieste d'aiuto contro la minaccia selgiuchida portate dagli ambasciatori bizantini, diede il via al movimento crociato. Il potere bizantino sull'Italia appariva tuttavia in inarrestabile declino, mentre nella Venezia si riaccendevano per l'ennesima volta gli scontri tra le città rivali di Eracliana ed Equilio. La Superba reagì punendo duramente Cipro e prendendone il controllo. Nell'809 i Bizantini poterono così utilizzare liberamente la Venezia come base per le loro operazioni contro i Franchi. Il 10 luglio venne decretata la nascita di un nuovo organismo statale, il Consiglio dei Dieci, con funzioni di tribunale straordinario per la repressione delle minacce contro lo Stato. Caduta la città con un colpo di mano il 25 luglio e acclamato il Paleologo nuovo basileus dei Romei, i Genovesi si trovarono in una posizione di forza nel rinato Impero bizantino, scacciando i Veneziani dalla loro posizione di predominio. I successi ottenuti vennero però annullati dall'effetto degli scontri occorsi il 10 ottobre 1372 a Famagosta, capitale del Regno di Cipro, in occasione dell'incoronazione di Pietro II di Lusignano, che portarono alla Guerra con Genova. Divenuto duca, Obelerio associò al governo il fratello Beato, più orientato su posizioni filo-bizantine. È il primo Doge a morire in battaglia. Il 7 settembre 1354 il doge, affranto, morì di crepacuore. Il 17 maggio i quarantuno elettori scelsero dunque Cristoforo Moro, il quale si affrettò ad accogliere la dedizione della greca Monemvasia, che così sperava di salvarsi dai Turchi. Frattanto procedeva il piano di congiura, che prevedeva un attacco dal mare della flotta spagnola spalleggiato da un'azione interna da parte di rivoltosi. Succedette quindi a Paoluccio Anafesto come duca il suo vecchio magister militum, Marcello Tegalliano . La Repubblica cercò allora alleati in Occidente, alleandosi con Mattia Corvino, re d'Ungheria. Nel 1692 venne attaccata anche Creta, dove venne posto l'assedio a Candia, spingendo la popolazione locale alla rivolta. Prive di difese, le coste di Venezia vennero messe a ferro e fuoco dai Genovesi, che tra il 6 e il 16 agosto occuparono Chioggia Minore e Chioggia Maggiore, penetrando nella laguna di Venezia. Trieste venne ridotta alla ragione e le mire austriache vennero fermate. Euro 242.518.100,00 interamente versato Publication date 1860 Publisher Torino : [s.n.] Eletto nel 1368 Andrea Contarini, il nuovo doge si impegnò nella guerra di Trieste, combattuta per punire la città giuliana delle minacce rivolte alle rotte commerciali di Venezia nell'Adriatico, ma soprattutto per riaffermare il dominio veneto sull'Istria, minacciato dall'Austria. Questi da parte loro attaccarono il 1º luglio, sbarcando a Cipro al comando di Lala Kara Mustafa Pascià e conquistando il 15 agosto la capitale, Nicosia, in breve seguita da Limassol e Larnaca. Amalfi, Pisa, Genova, Venezia, La società veneta alla fine del Settecento, L'Archivio di Stato di Venezia, indice generale, storico, descrittivo ed analitico, Il mondo di Aldo Manuzio. Quest'ultimo tentò poco tempo dopo di vendicare lo zio ordendo una congiura contro Giovanni Galbaio, frattanto rimasto unico doge alla morte del padre. Nel 1721 il confine dalmata venne definitivamente stabilizzato con la definizione della cosiddetta linea Mocenigo. Il partito oligarchico accusò della sconfitta il popolare Marco Querini, comandante delle forze veneziane, e in città si accesero scontri tra le due fazioni che nel mese di settembre portarono a risse in Maggior Consiglio, con le famiglie Querini, i Tiepolo e i Badoer, da una parte, a fronteggiarsi con i Giustinian, i Dandolo e i Gradenigo, dall'altra: negli scontri rimase addirittura ferito il vecchio Jacopo Tiepolo. Nel 1784 fu la volta di Gustavo III di Svezia, ma, nonostante queste importanti presenze, la condizione politica veneziana si palesava sempre più come marginale nello scacchiere europeo. Eutichio si rifugiò a Bari, ma non fu mai più in grado di riprendere la città. Nel 1782 la città venne visitata da Paolo di Russia conte del Nord e da papa Pio VI. Dal 1554 al 1556 il corno ducale venne portato da Francesco Venier, durante il cui dogado la città venne colpita da una carestia. Nel 1163, il patriarca Ulrico venne dunque sconfitto e imprigionato, salvo essere liberato per intercessione di papa Alessandro III dopo la stipula da parte di Venezia, il 7 aprile 1167, presso l'abbazia di Pontida della Concordia con i comuni della Lega Veronese e della Lega Lombarda in chiave anti-ghibellina. Il 9 maggio 1789 venne eletto l'ultimo doge: il friulano Lodovico Manin. Brevissimo fu il dogado di Marco Barbarigo. Manuele, resosi conto del pericolo, si risolse quindi alla pace. Il 1499 è un annus horribilis per Venezia: impegnata in due guerre contemporaneamente, una in terraferma con Milano e una per mare contro gli ottomani, subisce una vera e propria crisi bancaria, si ritrova a dover contrastare il panico scatenato da una successione di fallimenti bancari a Rialto. In quel periodo Scutari venne duramente bombardata e Croia cadde in mano musulmana. Rientrato in patria il doge dovette nuovamente intervenire contro gli Ungheresi, morendo però in combattimento a Zara nel 1117. Gli ambasciatori inviati a Costantinopoli trovarono che Manuele I Comneno aveva parificato i privilegi genovesi a quelli veneziani e pisani, a motivo degli screzi che si erano verificati con il doge precedente, mentre l'imperatore tedesco Federico Barbarossa si preparava a scendere in Italia per sottometterla nuovamente all'autorità sovrana. Alla sua elezione circolò la voce: «Li gà fato doxe un furlan! Milano-Messina, G. Principato, 1968 Rafforzati dal successo contro la congiura il doge Gradenigo e gli oligarchici rivolsero la loro attenzione a Ferrara, dove nel 1305-1306 il marchese Azzo VIII d'Este ottenne l'invio di rinforzi coi quali avere ragione dei suoi nemici. Il 2 dicembre 1338, poi, Venezia conquistò Treviso, primo nucleo dei suoi domini terrestri, la cui signoria gli venne quindi riconosciuta con la pace del 24 gennaio 1339, a Venezia. Il dogado del Malipiero assistette al dilagare nel 1460 delle armate turche in Grecia, dove vennero travolti il Ducato di Atene e il Despotato di Morea, uno degli ultimi baluardi bizantini. A Venezia, invece, nel 1274 il dogado del Tiepolo venne nuovamente funestato dallo scoppio di un'estesa rivolta a Creta, con il massacro da parte dei Greci del duca di Candia e di molti nobili veneziani. [FT5] STORIA - Bachelor's Degree Programme common pathway; Mutua da. Gli occidentali vi crearono l'Impero Latino d'Oriente, che assunse le forme tipiche della feudalità occidentale, e, avendo Enrico Dandolo rifiutato la corona, proclamarono imperatore Baldovino di Fiandra. Genova, invece, strinse nel 1261 con il reggente dell'Impero di Nicea Michele Paleologo il trattato di Ninfeo, che fornì ai Niceni la necessaria protezione per riuscire nell'impresa di riconquistare Costantinopoli. Mentre nell'Adriatico Venezia approfittava del conflitto dinastico tra Maria d'Ungheria e Carlo III di Napoli riprendendosi Corfù, Gian Galeazzo Visconti, divenuto nel 1387 unico signore di Milano, sconfisse gli Scaligeri, conquistando infine Verona e Vicenza. La scomparsa di Lorenzo il Magnifico, Signore di Firenze e perno della stabilità politica della penisola spalancò infatti la porta all'ingerenza francese. Una pesante sconfitta a Nervesa nel febbraio 1358, segnò il destino negativo della guerra e Venezia si rassegnò, con la Pace di Zara del 18 febbraio 1358 a rinunciare alla Dalmazia. Nel 1148, si instituì per il Doge la "Promessa Ducale", che doveva essere accettata nel mome… I Gesuiti, che non si vollero piegare al diktat, vennero scacciati. Milano si ribellò dunque ai francesi consegnandosi agli svizzeri, seguita da Genova che acclamò doge Giano Fregoso. La malferma salute del doge lo costrinse però ad abdicare dopo appena quattordici mesi, ritirandosi nell'abbazia di Sant'Ilario. Il giovane, avendo per padrino un personaggio di tale levatura, mutò persino in suo onore il proprio nome in Ottone Orseolo. Un secolo di studi sulla caduta della Repubblica di Venezia', pp. I quarantuno elettori scelsero allora Niccolò Marcello, il quale si affrettò a stringere alleanza in Oriente con il beg degli Ak Koyunlu, Uzun Hasan, il quale, conquistati i vicini Kara Koyonlu, aveva creato un vasto impero esteso sulla Mesopotamia, la Persia e sul Khorasan: la Repubblica rinnovò dunque con Hasan l'alleanza già stretta coi Kara Koyonlu, invitandolo ad attaccare gli Ottomani. La superiorità della cavalleria turca nell'Attica rendeva però impossibile tenere la città, che venne abbandonata nell'aprile 1687. XIII, p. [327]-330, There are no reviews yet. La proposta venne però clamorosamente respinta e per questo il 17 ottobre il Dandolo si risolse a presentare una soluzione meno radicale, chiedendo che l'elezione dei nuovi membri fosse sottoposta all'approvazione della maggioranza uscente, ma nemmeno questa proposta trovò accoglimento per la forte opposizione dei popolari. Questi convinsero il governatore dell'isola a non adempiere agli ordini imperiali, ma questo non fece altro che provocare l'arresto del bailo e dei mercanti della colonia di Costantinopoli. In questo periodo che si venne sviluppando il sistema di famiglie patrizie in concorrenza per il potere (segno ne sono le frequenti rivolte e deposizioni dei "Dogi", tonsurati, accecati ed esiliati), nucleo della futura oligarchia mercantile a capo dello Stato.Nell'842 la flotta veneziana viene sconfitta dai Saraceni nei pressi di Sansego. *FREE* shipping on qualifying offers. Il trattato di alleanza provocò la reazione del marchese dell'Istria Vintero, della famiglia dei Lanteri, il quale, irritato per il sopruso, confiscò tutti i beni dei Veneziani nei suoi territori. Le isole della laguna veneziana conobbero un sostanzioso aumento della popolazione a partire dal 5° sec., quando le genti della terraferma vi cercarono scampo dalle invasioni barbariche. La crociata era appena terminata e la questione ungherese non era ancora risolta quando nel 1192, ormai troppo vecchio per reggere il governo, il Mastropiero abdicò. Poi, nella primavera del 1100, la flotta veneziana si diresse verso le coste della Terrasanta, dove nel frattempo Goffredo di Buglione aveva preso Gerusalemme ma, privato della flotta pisana, era impossibilitato a ricevere aiuti. Viene eletto nuovo Doge Pietro I Candiano il quale parte con una flotta contro gli Slavi Narentani ma il 18 settembre muore in battaglia nei pressi di Macarsca. La peste colse la città già indebolita da un recente terremoto, sterminando in poco tempo i tre quinti della popolazione e provocando danni economici immensi, aggravati dalla costruzione di una nuova colonia genovese sul Bosforo, usata per sbarrare il passo alle navi veneziane. Rientrato a Venezia, il doge riportava con sé, tra i numerosi bottini, i preziosi corpi di Sant'Isidoro e San Donato. Nel 1123, però, la flotta veneziana si presentò nel mare greco devastando Chio, Lesbo, Rodi e infine Cipro. Storia Della Repubblica Di Venezia (Italian Edition) [Cappelletti, Giuseppe] on Amazon.com. Nonostante il testamento del predecessore, che pregava di non eleggerlo, il 15 aprile 1423 divenne puntualmente doge Francesco Foscari. Questa, infine, il 24 aprile fu costretta ad arrendersi. Nel 1508 l'esercito veneziano guidato da Bartolomeo d'Alviano sottomise l'armata imperiale di Massimiliano I d'Asburgo, guidata dal duca Enrico di Brunswick presso Valle di Cadore, alla Mauria e a Pontebba, conquistando il Cadore, Gorizia e Trieste. A partire dal 1736, grazie all'introduzione di nuovi tipi di navi, dette atte, con equipaggio ridotto e molti cannoni come difesa, l'economia migliorò decisamente. Ancora una vittoria si ebbe nel 1657 a Chio, ma lo scontro con l'immenso impero era oramai impari per una Repubblica non più sostenuta dai commerci. Buy Storia Della Repubblica Di Venezia Dalla Sua Fondazione Sine Al Presente ..... from Kogan.com. Nel febbraio 1229, infine, il doge abdicò, rifiutandosi però di vedere il suo successore, Jacopo Tiepolo, esponente del partito popolare. Il doge morì, si sospetta avvelenato, il 18 luglio 1365. Si attuò una riforma fiscale per ridistribuirne la pressione sui cittadini e vennero aboliti i dazi interni, mentre si cercava di rivitalizzare i commerci agendo contro i pirati barbareschi, colpiti con una spedizione nel 1766 contro Tripoli che costrinse il signore locale a stringere accordi commerciali con la Repubblica. Assieme alle altre repubbliche marinare Venezia concorse dunque alla presa di Tiro, San Giovanni d'Acri e delle altre località costiere della Terrasanta. Venuto meno lo scopo dell'alleanza tra Carraresi e Visconti, Gian Galeazzo si alleò nel 1388 con Venezia, la quale nel luglio dello stesso anno strinse d'assedio Padova, la cui popolazione in rivolta costrinse Francesco I da Carrara ad abdicare in favore del figlio Francesco Novello, il quale proseguì la guerra con Venezia. Frattanto, Venezia nell'Adriatico conquistò Almissa, portando alla definitiva sottomissione delle genti narentane, seguiti pochi anni dopo dalla dedizione nel Levante dell'isola di Egina. La neutralità veneziana venne però violata prima dalle forze austriache in ritirata, che ripiegarono verso il Tirolo attraverso i territori della Serenissima, trovandovi le città sbarrate, e poi, il 30 maggio, da Napoleone, che attraversò in forze il Mincio per dare la caccia agli austriaci. Dopo lunga malattia, il doge morì il 4 aprile 1423, a quasi ottant'anni. La flotta veneziana conquistò così Smirne, ma ben presto il dogado del Dandolo venne funestato dapprima dalla ribellione di Zara (1345-1347), subito ripresa, e poi, nel 1348, dal diffondersi della peste nera giunta in Italia a bordo delle galee genovesi di ritorno da Caffa, assediata dai Tartari. Conoscerà gli atti la cui natura minaccia la pace dello Stato, le convenzioni aventi l'effetto, sia all'esterno che all'interno, di cedere una parte del territorio, di ogni cosa in una parola che esige di essere affrontata molto segretamente», diceva la legge. Per alimentare la guerra venne consentita l'immissione di nuove famiglie nel patriziato veneziano dietro forti pagamenti. Il dogado del Dolfin si concluse con la sua morte il 12 luglio 1361. on March 18, 2009, "Serie cronologica di tutti il dogi dal principio sino al termine della repubblica": vol. Gli Ottomani, però, il 2 agosto ottennero la resa della stremata guarnigione di Famagosta, i cui uomini vennero a tradimento venduti come schiavi, mentre il comandante Marcantonio Bragadin veniva scorticato vivo e la sua pelle, innalzata come trofeo sull'ammiraglia turca e inviata a Istanbul. Nel 1445, poi, Venezia pose ufficialmente fine al potere temporale del Patriarcato di Aquileia, annesso ai Domini di Terraferma. Il successore del Falier, Giovanni Gradenigo, mentre Venezia era tutta presa dai timori di congiure interne firmò un trattato di pace con la Repubblica di Genova ponendo termine a una lunga e sfavorevole guerra. Venezia si salvò anche da questo conflitto, mentre la crescente pressione turca sull'Ungheria costrinse gli Asburgo a firmare la nuova pace di Cambrai, che portò un'epoca di relativa pace, inaugurando però l'età della supremazia spagnola in Italia. Mentre la guerra con Genova proseguiva con alterne fortune il conflitto politico latente a Venezia esplose con la proposta, presentata dal doge il 6 marzo, di escludere le classi medie dall'accesso al Maggior Consiglio. In una lettera mandata a Ludovico il Moro annota: "Questa matina el bancho di Garzoni, quasi primo bancho di questa terra, è fallito". Ipotesi di Gherardo Ortalli in Ortalli G., Storia della Repubblica di Venezia dal suo principio sino al suo fine. Nel 1661 la flotta di Venezia vinse nuovamente nelle acque di Milo, costringendo i Turchi a concentrare tutti i loro sforzi per porre fine al conflitto. Anche se tali salotti sono a favore delle idee rivoluzionarie lo sono meno per la Rivoluzione francese. La rinuncia a una difesa armata permise a Napoleone di attestarsi facilmente a Marghera, ai margini della laguna, dove il 2 maggio dichiarò ufficialmente guerra a Venezia. Secondo la tradizione il primo duca della Venetia fu l'opitergino - o eracleense[3] - Paolo Lucio Anafesto, l'inizio del cui governo è convenzionalmente posto nel 697, durante il regno di Leonzio[3][4][N 1], posticipabile però al 698 stando alla Cronaca Altinate[5], mentre il diacono Giovanni fa risalire l'evento addirittura agli anni della reggenza imperiale di Anastasio II, dunque attorno al 713[6], attribuendo inoltre l'elezione agli stessi Venetici[N 2]. Il nuovo doge, Renier Zen, nel 1255 promosse una nuova riforma politica di stampo aristocratico, con la creazione di un consiglio ristretto di governo da affiancare al sovrano Maggior Consiglio: il Consiglio dei Pregadi. DeannaFlegal Il 5 ottobre 1286, dovunque, propose una legge per circoscrivere alle famiglie già il potere l'accesso al Maggior Consiglio. Vanno menzionati il salotto di Isabella Teotochi Albrizzi frequentato dai più famosi letterati dell'epoca come Ugo Foscolo, George Gordon Byron oppure quello di Marina Querini o di Giustina Renier Michiel frequentati anche da Antonio Canova e da Madame de Staël . Il papa spinse dunque il 22 settembre 1504 Francia e Impero a stringere con lui a Blois un triplice trattato per la futura spartizione dei domini veneziani. )Chiuderemo dunque, come ben si deve, col raccomandarVi di rivolgersi sempre a Dio Signore e alla sua Madre santissima, affinché si degnino dopo tanti flagelli, che meritatamente ci hanno fatto provare per le nostre colpe, e vogliano guardarci di nuovo con gli occhi della loro misericordia, e sollevarci almeno in parte dalle tante angustie che ci opprimono.». Due giorni dopo la sua elezione, il 1º novembre, il suo predecessore ne morì di crepacuore.

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