eneide libro 4 testo latino e traduzione

Analisi testuale del libro IV dell’Eneide (vv.68-89) Uritur infelix Dido totaque vagatur urbe furens, qualis coniecta cerva sagitta, quam procul incautam nemora inter Cresia fixit pastor agens telis liquitque volatile ferrum nescius: illa fuga silvas saltusque peragrat Dictaeos, haeret lateri letalis harundo. Sequimur te, sancte deorum. del testo latino di cui cerchi la traduzione. Eneide. Né ti trattengo né ribatto le parole:Va, insegui coi venti l´Italia, cerca regni attraverso le onde.Spero davvero che in mezzo a scogli, se le pie preghiereposson qualcosa, berrai i supplizi e spesso chiamerai per nome "Didone!". Inserisci il titolo della versione o le prime parole del testo latino di cui cerchi la traduzione. («che di molti uomini vide le città e conobbe i costumi»). 4. Eneide IV libro, traduzione letterale dei vv. Si può far uso testo latino e traduzione es. Download 8806224735 Eneide Testo Latino A Fronte As recognized, adventure as without difficulty as experience more or less lesson, amusement, as well as settlement can be gotten by just checking out a ebook 8806224735 eneide testo latino a fronte afterward it is not directly done, you could undertake even more vis--vis this life, all but the world. Adsis, o placidusque iuves, et sidera caelo. Disse ed estrae dal fodero la spadafulminea e, impugnata l´arma, taglia gli ormeggi.Insieme lo stesso ardore prende tutti, si buttano e corrono;lasciarono i lidi, il mare è nascosto sotto le flotte,sforzandosi taglian le spume e spazzan l´azzurro.PAROLE DI MALEDIZIONE CONTRO ENEA (4.584- 629)E gia la prima Aurora lasciando giaciglio di crocodi Titone spruzzava le terre di nuova luce.La regina dalle vedette come vide biancheggiare la primaluce e la flotta procedere a vele spiegate,e s´accorse dei lidi e dei porti vuoti senza un rematore,percuotendo il bel petto con la mano e tre e quattro voltee sciolta nelle biondeggianti chiome " Oh Giove. Eneide, libro 4: lettura e commento in latino - … "Io comandata porto questosacro a Dite e sciolgo te da questo corpo":così disse e con la destra taglia il capello, tutto il caloreinsieme svanì e la vita si disperse nei venti. faces in castra tulissemimplessemque foros flammis natumque patremquecum genere exstinxem, memet super ipsa dedissem.Sol, qui terrarum flammis opera omnia lustras,tuque harum interpres curarum et conscia Iuno,nocturnisque Hecate triviis ululata per urbeset Dirae ultrices et di morientis Elissae,accipite haec, meritumque malis advertite numenet nostras audite preces. Pur lontana, lui lontano lo ode e lo vede,o trattiene Ascanio in grembo, presa dall´immaginedel padre, se mai potesse ingannare l´indicibile amore.Le torri iniziate non s´alzano, la gioventù non s´allenaalle armi o non preparano i porti le difese sicureper la guerra: pendono le opere interrotte e minacceingenti di muri ed una macchina eguagliata al cielo.PATTO TRA GIUNONE E VENERE (4. aut ubi sum? 1 - 53) Ma la regina ormai ferita da grave affanno alimenta nelle vene la ferita ed è rosa da cieco fuoco. A che giovano i votiad una folle, a che i templi?La fiamma divora le molli midollaintanto e tacita vive sotto il petto la ferita.Si brucia l´infelice Didone e vaga pazzaper tutta la città, quale cerbiatta colpita da freccia,che da lontano un pastore, ignaro, cacciando con armi,incauta trafisse tra i boschi cretesi e lasciò il ferroalato: ella in fuga percorre le selve e le goledittee; la punta letale aderisce nel fianco.Ora conduce Enea con sé in mezzo alle muraed ostenta i beni sidonii e la città pronta,inizia a dire e si blocca in mezzo alla frase;ora tramontando il giorno chiede uguali conviti,e di nuovo invoca di ascoltare, pazza, i dolori di Ilioe di nuovo pende dalla bocca del narratore.Poi quando, divisi, anche la luna oscurata a sua voltacopre la luce e le stelle tramontando invitano ai sogni,sola geme nella vuota reggia e sui tappeti abbandonatisi sdraia. Il quarto libro dell'Eneide di Virgilio, con traduzione latina a fronte metriche e note. heu, regni rerumque oblite tuarum.ipse deum tibi me claro demittit Olymporegnator, caelum et terras qui numine torquet,ipse haec ferre iubet celeris mandata per auras:quid struis? dÄ«lāpsÅ«s călŏr, ātque Ä«n vēntōs vÄ«tă rĕcēssÄ«t. O dove sono? Per i popoli non ci siano alcun amore e patti.Sorgi tu, un vendicatore, dalle nostre ossasì, insegui i coloni dardanii col ferro e col fuoco,ora, dopo, in qualunque tempo si daranno le forze.Prego lidi opposti a lidi, onde a flutti,armi ad armi: combattano sia loro, sia i nipoti. rursusne procos inrisa prioresexperiar, Nomadumque petam conubia supplex,quos ego sim totiens iam dedignata maritos?Iliacas igitur classis atque ultima Teucrumiussa sequar? Promessi Sposi. Prima delle orazioni di Cicerone: testo latino a fronte, traduzione letteraria e note. 474 -503)Perciò come accolse le furie, vinta dal dolore,e decise di morire, lei stessa tra sé sceglie tempoe modo, e rivolgendosi con parole alla mesta sorellacopre la decisione in volto ed in fronte rasserena speranza. LIBRO IV . Cartoline. Tattoo. Ormai deciso a partire, Enea si è dimostrato irremovibile alle preghiere della regina Didone. Ella decide allora di coinvolgere la sorella in un ambiguo rito magico, sospeso tra la volontà di superare il dolore e … Andràcostui, dice, e lo straniero si befferà dei nostri regni?Gli altri non prenderanno le armi e inseguiranno da tutta la cittàe strapperanno le barche dagli arsenali? fuisset:quem metui moritura? Un dio inviato dall´alto cieloecco di nuovo ci stimola ad affrettare la fugae taglaire le corde attorcigliate. Incastrato fra multa iactatum e multa passus , il verso dice la causa prossima di entrambi, prima genericamente, vi superum (per il genitivo vd. All’interno dell’opera viene esaltata la pietas di Enea, ovvero il rispetto dei doveri verso gli dei, la famiglia e l’ospitalità. All’interno dell’opera viene esaltata la pietas di Enea, ovvero il rispetto dei doveri verso gli dei, la famiglia e l’ospitalità. Download 8806224735 Eneide Testo Latino A Fronte As recognized, adventure as without difficulty as experience more or less lesson, amusement, as well as settlement can be gotten by just checking out a ebook 8806224735 eneide testo latino a fronte afterward it is not directly done, you could undertake even more vis--vis this life, all but the world. oltre, E 1,616 e cf. Forse fin che il fratello Pigmalione distruggale mie mura o il getulo Iarba mi porti prigioniera?Almeno se prima della fuga mi fosse nato da teun figlio, se un piccolo Enea mi giocassenella reggia, che ti richiamasse col volto,nom mi sembrerei del tutto delusa e abbandonata"LA RISPOSTA DI ENEA(4.331- 361)Aveva detto. L´Eneide (Libro 4) LATINO: ITALIANO: DE DIDONE ET ANNA SORORE (4.1-53) At regina gravi iamdudum saucia cura 4.1 vulnus alit venis et caeco carpitur igni. 553- 583)Ella prorompeva dal suo cuore così grandi lamenti:Enea sull´alta poppa ormai sicuro di andareprendeva sonno, già ben preparate le cose.A lui si offrì nei sogni l´immagine del dio che tornavacon lo stesso volto e di nuovo parve ammonire così:in tutto simile a Mercurio, e voce e coloree biondi capelli e membra belle di giovinezza:"Figlio di dea, puoi continuare il sonno in questa situazione,né vedi quali pericoli poi stiano attorno a te,pazzo, né senti gli Zefiri spirare favorevoli?Lei macchina tranelli incuore e crudele delitto,sicura di morire, ed eccita varie tempeste di ire.Non fuggi di qui di fretta, mentre c´è possibilità di affrettarsi?Ormai vedrai il mare scuotersi di legni e brillare fiammecrudeli, ormai i lidi ribollire di fiamme, se Aurorati coglierà ad indugiare su queste terreOrsù vai, rompi gli indugi. si te Karthaginis arcesPhoenissam Libycaeque aspectus detinet urbis,quae tandem Ausonia Teucros considere terrainvidia est? festinare fugam tortosque incidere funes. Né io sperai nasconder con frodequesta fuga, non credere, né mai ho alzato fiaccoledi marito o venni a tali patti.Io se i fati permettessero di condurre la vita secondo mieidesideri e e calmare gli affanni di mia scelta,anzitutto onorerei la città troiana ed i dolci resti dei miei,si manterrebbero le alte regge di Priamo, e con manoostinata avrei rifatto Pergamo per i vinti.Ma ora Apollo grineo e gli oracoli dei Licia mi hancomandato di raggiungere Italia;questo il mio amore, questa è la mia patria. en dextra fidesque,quem secum patrios aiunt portare penatis,quem subiisse umeris confectum aetate parentem.non potui abreptum divellere corpus et undis 4.600spargere? litora, multum ille et terris iactatus et alto, vi superum, saevae memorem Iunonis ob iram, ENEIDE – libro IV – versi 1/30 – testo, traduzione, analisi 3 Aprile 2013 27 Marzo 2019 Miriam Gaudio Blog , Blog , Latino , Miriam Gaudio , Miriamo Gaudio TESTO LATINO est mollis flamma medullasinterea et tacitum vivit sub pectore uulnus.uritur infelix Dido totaque vagatururbe furens, qualis coniecta cerva sagitta,quam procul incautam nemora inter Cresia fixit 4.70pastor agens telis liquitque volatile ferrumnescius: illa fuga silvas saltusque peragratDictaeos; haeret lateri letalis harundo.nunc media Aenean secum per moenia ducitSidoniasque ostentat opes urbemque paratam,incipit effari mediaque in voce resistit;nunc eadem labente die convivia quaerit,Iliacosque iterum demens audire laboresexposcit pendetque iterum narrantis ab ore.post ubi digressi, lumenque obscura vicissimluna premit suadentque cadentia sidera somnos,sola domo maeret vacua stratisque relictisincubat. DIDONE E LA CARA SORELLA ANNA ( 4. Ricorda Utente Splash. Dizionario. Conosco i segni della antica fiamma.Ma per me vorrei o che prima la terra si spalanchi infimao il oadreonnipotente mi cacci col fulmine alle ombre,le pallide ombre nellErebo e la notte profonda,prima che violi, Pudore, o dissolva le tue leggi.Lui i miei amori, lui che per primo a sé mi unì,prese; lui li tenga con sé e li serbi nel sepolcro"Espressasi così, riempì il seno di lacrime dirotte.Anna riprende:"Oh più cara della luce, per tua sorella,forse sola soffrendo sarai divorata per tutta la giovinezzané conoscerai i dolci figli ed i regali di Venere?Credi che questo ami la cenere ed i mani sepolti?Sia: un tempo nessun marito piegò l´addolorata,non in Libia, non prima a Tiro: Iarba respintoe gli altri principi, che l´Africa, terra ricca di trionfi,alimenta: forse contrasterai ad un amore gradito?Né viene in mente nei campi di chi dimori?Di qui città getule, stirpe insuperabile in guerra,ti cingono e indomiti Numidi e la Sirte inospitale;di là una regione deserta per sete ed i furibondiBarcei. non socios, non ipsum absumere ferroAscanium patriisque epulandum ponere mensis?verum anceps pugnae fuerat fortuna. 4.296praesensit, motusque excepit prima futurosomnia tuta timens. Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Non branare i compagni, lo stesso Ascaniocon la spada e metterlo da mangiare sulle mense paterne?Davvero era dubbia la sorte della battaglia. agnosco veteris vestigia flammae.sed mihi vel tellus optem prius ima dehiscatvel pater omnipotens adigat me fulmine ad umbras,pallentis umbras Erebo noctemque profundam,ante, pudor, quam te violo aut tua iura resolvo.ille meos, primus qui me sibi iunxit, amoresabstulit; ille habeat secum servetque sepulcro.´sic effata sinum lacrimis implevit obortis.Anna refert: ´o luce magis dilecta sorori,solane perpetua maerens carpere iuventanec dulcis natos Veneris nec praemia noris?id cinerem aut manis credis curare sepultos?esto: aegram nulli quondam flexere mariti,non Libyae, non ante Tyro; despectus Iarbasductoresque alii, quos Africa terra triumphisdives alit: placitone etiam pugnabis amori?nec venit in mentem quorum consederis arvis?hinc Gaetulae urbes, genus insuperabile bello, 4.40et Numidae infreni cingunt et inhospita Syrtis;hinc deserta siti regio lateque furentesBarcaei. mÄ«llĕ trăhēns vărĭōs ādvērsō sōlĕ cŏlōrēs, dēvŏlăt, ēt sÅ«prā căpÅ­t āstÄ­tÄ­t: "HÅ«nc ĕgŏ DÄ«tÄ«, sācrÅ«m iÅ«ssă fĕrō, tēque Ä«stō cōrpŏrĕ sōlvō. Andate,rapidi portate fiamme, date armi, spingete i remi.Che dico? Virgilio, Eneide 2,1- 267, trad. haec summa est, hic nostri nuntius esto.´Dixerat. Lo stesso Enea il più bello di tutti gli altrisi offre come compagno ed unisce le schiere.Quale Apollo quando lascia l´invernale Licia e le ondedi Xanto e rivede la materna Delo ed iniziale danze, ed uniti Cretesi e Driopi ed i dipinti Agatirsis´agitano attorno agli altari;egli avanza sui gioghi del Cinto e blocca la chioma fluentecon tenero ramo aggiustandola e l´annoda nell´oro,le frecce risuonano sulle spalle: non più lento di luiandava Enea, sì gran bellezza risalta sul nobile volto.Come si giunse sugli alti monti e le impervie tane,ecco selvatiche capre lanciate dalla cima della rupecorsero giù dai gioghi; da un´altra parte i cerviattraversano le piane aperte e formano colla fugaschiere polverose e lasciano i monti.Ma il piccolo Ascanio in mezzo alle valli godeper il fiero cavallo ed ora sorpassa questi, ora quellial galoppo e brama con voti che si offra tra i timidi branchiuno spumante cinghiale o che scenda dal monte un rosso leone.LE NOZZE SEGRETE ( 4.160- 197)Intanto il cielo comincia turbarsi con un granbrontolìo, avanza una nube con mista grandine,ed i compagni tirii e la gioventù troiana ed il dardanionipote di Venere dappertutto con paura per i campicercarono diversi ripari; torrenti corron dai monti.Alla stessa spelonca giungono Didone ed il capotroiano. eadem impia Fama furenti detulit armari classem cursumque parari. Rizzoli nella collana Classici greci e latini: acquista su IBS a 18.00€! Forse chinò gli sguardi?Forse, vinto, versò lacrime o commiserò l´amante?Cosa opporrò acosa? E 7,432: Presenzierò, e se la tua volontà mi è garantita,li uniro si stabile unione e la dichiarerò sua.Qui ci sarà Imeneo." bisticcio?si te nulla movet tantarum gloria rerum[nec super ipse tua moliris laude laborem,]Ascanium surgentem et spes heredis Iulirespice, cui regnum Italiae Romanaque tellus 4.280debetur.´ tali Cyllenius ore locutusmortalis visus medio sermone reliquitet procul in tenuem ex oculis evanuit auram.At vero Aeneas aspectu obmutuit amens,arrectaeque horrore comae et vox faucibus haesit.ardet abire fuga dulcisque relinquere terras,attonitus tanto monitu imperioque deorum.heu quid agat? Grammatica Latina (003960) Caricato da. 54 -89)Con tali parole infiammò l´animo di intenso amoree diese speranza al cuore dubbioso e dissolse il pudore.Prima visitano i templi ed implorano paceattorno agli altari; sacrifican pecore scelte di ritoper Cerere legislatrice e per Febo e per ilpadre Lieo,per Giunone fratutti, cui stanno acuore i vincoli coniugali.Lei, la bellissima Didone, tenendola con la destra, versala coppa tra le corna d´una candida vacca,o presso le statue degli dei si aggira tra carichi altari,ed inizia il giorno con doni, e nei petti squarciatidegli animali, ansiosa consulta le viscere palpitanti.Ahi, mente ignara degli indovini! "Con tali parole pregava, e la miserrima sorellaporta e riporta tali pianti. Eneide libro IV traduzione letterale 450-520. Date, con le acque laveròle ferite e, se un ultimo sospiro vaga ancora, lo raccoglieròcon la bocca." Questa è la conclusione, questo sia il nostro avviso".Aveva sentenziato. Sconto 5% e Spedizione gratuita per ordini superiori a 25 euro. "Così, così è bello andar sotto le ombre.Il crudele dardano beva con gli occhi questo fuocodall´alto, e porti con sé i presagi della nostra morte".Aveva detto, e le compagne in mezzo a tali parole la vedono crollata sull´arma, e la spada spumeggiante di sanguee cosparse le mani. iussa uiri Teucros uocat alta in templa sacerdos. Domini Cancellati. corripit e somno corpus, sociosque fatigat. ite,ferte citi flammas, date tela, impellite remos.quid loquor? quid, si non arva aliena domosqueignotas peteres, et Troia antiqua maneret,Troia per undosum peteretur classibus aequor?mene fugis? E´ fato che anche noi cerchiamo regni stranieri.Me terrorizza la sconvolta immagine del padre Anchise e mi ammonisce in sogno, quando, piovendo le ombre,la notte ricopre le terre, quando gli astri ignei sorgono;Me, pure, i piccolo Ascanio ed il torto del caro voltoche defraudo del regno d´Esperia e dei campi fatali.Ora anche l´interprete degli dei mandato dallo stesso Giove,lo giuro sul capo d´entrambi, inviò ordini attraverso i cieliveloci: io stesso vidi il dio in chiara visione che penetravale mura e ne assorbii la voce con queste orecchie.Smetti di incendiare me e te coi tuoi pianti;l´Italia la inseguo non spontaneamente. Se le rocchedi Cartagine e la vista d´una città libica trattiene te, Fenicia,quale invidia c´è che finalmente i Teucri si fermino su terraausonia? an te, genitor, cum fulmina torquesnequiquam horremus, caecique in nubibus ignesterrificant animos et inania murmura miscent?femina, quae nostris errans in finibus urbemexiguam pretio posuit, cui litus arandumcuique loci leges dedimus, conubia nostrareppulit ac dominum Aenean in regna recepit.et nunc ille Paris cum semiviro comitatu,Maeonia mentum mitra crinemque madentemsubnexus, rapto potitur: nos munera templisquippe tuis ferimus famamque fovemus inanem.´DE IOVIS IUSSU (4.219-295)Talibus orantem dictis arasque tenentemaudiit Omnipotens, oculosque ad moenia torsit 4.220regia et oblitos famae melioris amantis.tum sic Mercurium adloquitur ac talia mandat:´vade age, nate, voca Zephyros et labere pennisDardaniumque ducem, Tyria Karthagine qui nuncexspectat fatisque datas non respicit urbes,adloquere et celeris defer mea dicta per auras.non illum nobis genetrix pulcherrima talempromisit Graiumque ideo bis vindicat armis;sed fore qui gravidam imperiis belloque frementemItaliam regeret, genus alto a sanguine Teucriproderet, ac totum sub leges mitteret orbem.si nulla accendit tantarum gloria rerumnec super ipse sua molitur laude laborem,Ascanione pater Romanas invidet arces?quid struit? ille patris magni parere parabatimperio; et primum pedibus talaria nectitaurea, quae sublimem alis sive aequora supra 4.240seu terram rapido pariter cum flamine portant.tum virgam capit: hac animas ille evocat Orcopallentis, alias sub Tartara tristia mittit,dat somnos adimitque, et lumina morte resignat.illa fretus agit ventos et turbida tranatnubila. Consulta qui la traduzione all'italiano di Versi 331 - 361, Libro 4 dell'opera latina Eneide, di Virgilio dextra feras." miserae hoc tamen unum 4.420exsequere, Anna, mihi; solam nam perfidus illete colere, arcanos etiam tibi credere sensus;sola viri mollis aditus et tempora noras.i, soror, atque hostem supplex adfare superbum:non ego cum Danais Troianam exscindere gentemAulide iuravi classemve ad Pergama misi,nec patris Anchisae cinerem manisve revelli:cur mea dicta negat duras demittere in auris?quo ruit? quo nunc reginam ambire furentemaudeat adfatu? Anno Accademico. nullus amor populis nec foedera sunto.exoriare aliquis nostris ex ossibus ultorqui face Dardanios ferroque sequare colonos,nunc, olim, quocumque dabunt se tempore vires.litora litoribus contraria, fluctibus undas poliptimprecor, arma armis: pugnent ipsique nepotesque.´ Polipt-ipermDE DIDONIS INTERITU (4.630-666)Haec ait, et partis animum versabat in omnis, 4.630invisam quaerens quam primum abrumpere lucem.tum breviter Barcen nutricem adfata Sychaei,namque suam patria antiqua cinis ater habebat:´Annam, cara mihi nutrix, huc siste sororem:dic corpus properet fluviali spargere lympha,et pecudes secum et monstrata piacula ducat.sic veniat, tuque ipsa pia tege tempora vitta.sacra Iovi Stygio, quae rite incepta paravi,perficere est animus finemque imponere curisDardaniique rogum capitis permittere flammae.´sic ait. Latino — traduzione precisa e puntuale dell' originale testo latino del IV° libro dell' eneide. sēd mÄ­sĕra āntĕ dĭēm, sÅ­bÄ­tōque āccēnsă fÅ­rōrĕ, nōndum Ä«llÄ« flāvÅ«m PrōsērpÄ­nă vērtÄ­cĕ crÄ«nēm. Detto così aveva scalato gli alti gradini,ed abbracciatala scaldava sul petto la sorella semivivacon gemiti ed asciugava colla veste il nero sangue.Ella tentando di alzare i pesanti occhi di nuovosviene; nel petto la piaga impressa stride.Tre volte alzandosi e appoggiandosi al gomito si levò,tre volte si riversò sul letto e con gli occhi erranti in altocercò in cielo la luce e gemette ritrovatala.Allora Giunone onnipotente commmiserando il lungo doloredel difficile trapasso mandò Iride dall´Olimpoche sciogliesse l´anima lottante e le membra incatenate.Infatti poiché moriva né per fato nè per morte meritata,ma infelice prima del giorno e acceda da improvviso furore,non ancora Proserpina le aveva strappato dal capo il biondocapello e condanata la persona all´Orco stigio.Perciò Iride rugiadosa con le penne di croco per il cielotraendo mille vari colori nel sole davanti vola giùe si fermò sopra la testa. Traduzione IV canto Eneide Testo originale e traduzione IV canto dell'Eneide. VIRGILIO - ENEIDE – LIBRO IV DIDONE ED ENEA TESTO LATINO TRADUZIONE DE DIDONIS INTERVENTU (4.296-330) At regina dolos quis fallere possit amantem? 4.570Tum vero Aeneas subitis exterritus umbriscorripit e somno corpus sociosque fatigatpraecipitis: ´vigilate, viri, et considite transtris;solvite vela citi. neque ego hanc abscondere furtosperavi ne finge fugam, nec coniugis umquampraetendi taedas aut haec in foedera veni.me si fata meis paterentur ducere vitamauspiciis et sponte mea componere curas,urbem Troianam primum dulcisque meorumreliquias colerem, Priami tecta alta manerent,et recidiua manu posuissem Pergama victis.sed nunc Italiam magnam Gryneus Apollo,Italiam Lyciae iussere capessere sortes;hic amor, haec patria est. 504 -521)Ma la regina, eretto il grande rogo nella parte internasotto i cieli con rami di pino e leccio tagliato,riveste il luogo di ghirlande e l´incorona di frondafunerea; pone sul letto le spoglie e la spada lasciatal´effigie non ignara del futuro.Gli altari stanno attorno e la sacerdotessa, sciolta i capelli,trecento volte grida gli dei, Erebo e Caose la triplice Ecate, i tre volti della vergine Diana.Aveva pure sparso le acque simulate della fonte d´Averno,si cercano erbe rigonfie con latte di nero velenomietute sotto la luna con falci di bronzo ;si cerca anche l´amore strappato dalla fronte d´un cavallonascente rubato alla madre.Lei stessa con ffarina e mani pie presso gli altari,toltasi un piede dai calzari in veste discinta,destinata amorire invoca gli dei e le stelle conscedel fato; poi se c´è una qualche potenza, giusta e benevola,ha a cuore gli amanti con sorte ingiusta, la prega.L´ULTIMA VEGLIA DI DIDONE (4.522 - 552)Era notte ed i corpi stanchi prendevan placido ripososulle terre, le selve ed i mari crudeli eran quieti,quando le stelle volgono a metà del giro,quando ogni campo tace, le mandrie e gli uccelli variopinti,che occupano attorno i limpidi laghi e campagne aspredi spini, riposti nel sonno sotto notte silenziosa. Subito tuttilieti obbediscano all´ordine ed eseguono i comandi.LAMENTO DI DIDONE (4.296 -330)Ma la regina (chi potrebbe ingannare un amante? O con quale mira si ferma tra gente nemicae non guarda alla prole ausonia ed ai campi di Lavinio?Navighi! "Trovai, sorella, la via (tallegrati con la sorella),che mi restituisca lui o da lui sciolga me che l´amo.Vicino al confine dell´Oceano ed al sole cadentec´è un luogo, l´ultimo degli Etiopi, dove il massimo Atlantea spalla gira l´asse unito alle ardenti stelle:Di qui mi fu mostrata una sacerdotessa del popolo massilo,custode del tempio delle Esperidi, che dava cibo al dragoe conservava sacri rami su di una pianta,spargendo umidi mieli e soporifero papavero.Costei promette con canti di sciogliere le menti,che vuole, anzi di mandare ad altri i duri affanni,fermar l´acque nei fiumi e volgere indietro le stelle,e muove i Mani notturni: vedrai muggire la terrasotto i piedi e gli orni scendere dai monti.Giuro, cara, per gli dei e per te, sorella, e la tuadolce persona, che contro voglia mi accingo ad arti magiche.Tu innalza silenziosa nell´interno della casa un rogosotto i cieli e le armi dell´uomo, che lasciò fisse sul letto,l´empio, e tutte le spoglie ed il letto coniugale,per cui morii, metti sopra: piace cancellare tuttii ricordi dell´uomo nefando e lo dichiara la sacerdotessa"Ciò detto, tace, intanto il pallore occupa il volto.Tuttavia Anna non crede nasconda coi riti stranila morte, né con la mente concepisce sì grandi pazzieo teme cose più gravi della morte di Sicheo.Perciò esegue gli ordini.RITI SEGRETI E MAGIA (4.

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